La scorsa settimana i mercati sono stati scossi dalle minacce di dazi del presidente Trump legate alla Groenlandia: Stoxx Europe 600 e S&P 500 hanno registrato forti ribassi e volatilità in aumento, per poi rimbalzare quando la minaccia è stata ritirata; nello stesso contesto, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono saliti e l’oro ha toccato nuovi massimi storici. Le tensioni geopolitiche si sono temporaneamente allentate, ma il rischio di un “disordine controllato” resta: se i dazi tornassero o l’intesa sulla Groenlandia saltasse, l’UE potrebbe rialzare le tariffe e reagire con misure mirate. Fattori legali — dalla Corte Suprema USA allo Strumento anti coercizione europeo — frenano però una escalation; per ora la minaccia tariffaria è scongiurata, pur con Washington pronta a spingere per maggiori concessioni. Con fondamentali economici ancora solidi, riteniamo fondamentale adottare un assetto globalmente diversificato, ampliare selettivamente l’esposizione azionaria e mantenere un approccio bilanciato nel reddito fisso.