Stiamo attraversando un regime di rotture sul fronte geopolitico, tecnologico e energetico e l’adattamento sarà l'elemento chiave dei prossimi anni. L’autonomia strategica e gli incrementi di produttività generati dall’IA possono rendere la crescita più resiliente, ma non strutturalmente più robusta. Nel frattempo, l’inflazione si sta radicando di più, spinta dalla domanda di energia, dalle tensioni geopolitiche e dai rischi climatici, oltre che dall'attuale fase del ciclo economico. 

In questo contesto le nostre assunzioni sui mercati dei capitali (CMA) del 2026 prospettano sul lungo termine rendimenti attesi interessanti per la maggior parte delle asset class; le prospettive sulle obbligazioni sono state riviste leggermente al rialzo, mentre l'azionario continua a offrire rendimenti potenzialmente solidi. I private asset mantengono un maggior potenziale di rendimento. 

Lo scenario macroeconomico richiede di bilanciare l’esposizione verso attività a più alto rendimento - come i mercati emergenti e il private equity - con asset class in grado di conferire maggiore resilienza, tra cui i titoli di Stato globali, le obbligazioni societarie investment grade globali e il debito emergente.