I risultati del nostro studio

Venerdì, 07 Febbraio 2020

ESG e Performance, connubio vincente

In qualità di investitori responsabili, monitoriamo continuamente le dinamiche di investimento ESG per offrire ai nostri clienti il miglior servizio possibile in un contesto in rapida evoluzione. I risultati della ricerca che abbiamo il piacere di condividere con voi mettono in luce l'impatto dei criteri ambientali, sociali e di governance ("ESG") sulla performance di una strategia long/short tra le azioni best-in-class e quelle worst-in-class nel periodo da gennaio 2010 a giugno 2019 sia in Europa che negli Stati Uniti

 

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La sintesi della ricerca in italiano
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Per approfondire le dinamiche con cui i mercati stanno reagendo agli investimenti ESG.

Altre news

it giugno 2022 italia
29/06/2022 Investment Talks, Economia e mercati

Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana e le implicazioni per il reddito fisso

Il contesto globale e la situazione macroeconomica attuale dell’Italia: il rischio crescente di stagflazione sta inducendo un taglio delle stime sulla crescita e, al contempo, un aumento delle revisioni delle stime sull’inflazione. Le previsioni di crescita per l’Italia sono state riviste al ribasso per via dell’inasprimento delle condizioni finanziarie e della normalizzazione della politica monetaria, due fenomeni accompagnati dalla crisi energetica in Europa e dalle strozzature delle catene del valore globali. Di conseguenza, la crescita del PIL in Italia è stata rivista al ribasso e portata al 2,6% per il 2022, mentre nel 2023 dovrebbe rallentare e attestarsi all’1%; il PIL nella zona Euro dovrebbe invece crescere nel 2022 del 2,4% e rallentare all’1,3% nel 2023.  Le proiezioni sull’inflazione sono state riviste al rialzo in quanto si ipotizza uno scenario caratterizzato da un aumento del prezzo del petrolio e da un’inflazione realizzata più robusta e più generalizzata: per il 2022 prevediamo per l’Italia e per la zona Euro un’inflazione media rispettivamente del 7,3% e del 7,5%, mentre per il 2023 ci aspettiamo una sua riduzione, con una media del 3,9% in Italia e del 4,1% nella zona Euro.