La crescita cinese trema: rischi, opportunità e scenari futuri

Giovedì, 21 Novembre 2019

Economia e mercati

Stiamo assistendo a un rallentamento continuo dell'economia cinese. Nel terzo trimestre del 2019 il PIL cinese è cresciuto del 6% a fronte di una previsione nel range 6%-6,5% delle autorità cinesi; si tratta della crescita più lenta dai primi anni Novanta. Ora che ci avviciniamo al 2020, riteniamo che le autorità cinesi fisseranno il nuovo obiettivo attorno al 6%, se non addirittura in un range compreso tra il 5,5% e il 6%, mentre in base alle nostre stime attuali la crescita si attesterà al 5,8% annuo. Visto il contesto, non sorprende la debolezza delle esportazioni; gli investimenti privati hanno subito una forte contrazione e la ripresa delle infrastrutture pubbliche è stata inferiore alle attese. Per quanto riguarda il futuro, ci attendiamo un'accelerazione della spesa per le infrastrutture pubbliche e una potenziale moderazione delle restrizioni sull’immobiliare. Il policy mix cinese rimane favorevole agli stimoli, anche se in misura più limitata e alleggerita rispetto agli ultimi anni.

In generale siamo moderatamente ottimisti riguardo al mercato azionario cinese, le cui valutazioni ci appaiono favorevoli nonostante prospettive sulla crescita degli utili contenute. Manteniamo una preferenza per le azioni di classe A che sono più esposte all'economia interna cinese che sta beneficiando del processo di inclusione nell’indice MSCI. Intravediamo delle opportunità anche nei cambiamenti della catena di fornitura (settore tecnologico taiwanese e cinese) e nei marchi domestici che offrono prodotti sempre più competitivi ai marchi internazionali.

Preferiamo essere selettivi e puntare su quelle storie nazionali che sembrano in grado di realizzare una certa espansione fiscale. Siamo ancora ottimisti riguardo all’India, anche se la domanda interna rimane debole. Manteniamo una preferenza per il settore informatico/del software dove le società presentano elevati cash flow e le migliori sono disposte a pagare dividendi più elevati.

Rimaniamo leggermente favorevoli al comparto obbligazionario dei Paesi emergenti. Crediamo che questo contesto caratterizzato da politiche monetarie ancora molto espansive continuerà a favorire le obbligazioni dei Paesi emergenti, comprese le obbligazioni asiatiche. In Asia, privilegiamo in particolare la duration in Indonesia e in Cina.

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