Interventi più consistenti di politica economica, ma i mercati aspettano un vero catalizzatore

Giovedì, 19 Marzo 2020

Economia e mercati

Gli investitori sono passati dal sottovalutare la gravità della crisi ad una escalation globale che ha portato a turbative del mercato e a reazioni eccessive. Siamo ancora in una fase di iper-reazione, che probabilmente continuerà per un po' di tempo poiché il flusso di notizie è pesante. È importante considerare la Cina e l'Italia come indicatori principali di ciò che i paesi possono aspettarsi. Le prossime due settimane saranno cruciali per vedere gli effetti delle misure di contenimento e per stimare la durata potenziale della contrazione economica. 

Per la prima volta dal 2008 le autorità stanno sentendo la necessità di un'azione globale coordinata, come evidenziato dalla dichiarazione del G7 in cui i leader hanno affermato che avrebbero "fatto tutto il necessario" per sostenere l'economia globale. A livello nazionale, si stanno annunciando reti di protezione e pacchetti fiscali per sostenere le economie e la spesa sanitaria, mentre le principali banche centrali sono intervenute per fornire liquidità, programmi di QE e tagli dei tassi d'interesse. Non siamo ancora alla fine di questa fase di interventi delle banche centrali: ci aspettiamo altre manovre e interventi anche sul fiscale. L'aumento del debito sarà l’inevitabile esito di questa crisi e la monetizzazione del debito la sua probabile soluzione.

Questo è un momento in cui è troppo tardi per vendere e troppo presto per acquistare. Vendere ora potrebbe danneggiare la capacità degli investitori di raggiungere i loro obiettivi a lungo termine. I mercati resteranno volatili alla ricerca di un catalizzatore "reale" in grado di innescare l’inversione di tendenza (un chiaro segnale di contenimento in Europa in un momento di spinta fiscale e monetaria coordinata, o la scoperta di una cura medica). In questa situazione, manteniamo una visione prudente sugli attivi rischiosi e un forte focus sulla liquidità. Nei mercati del credito, è probabile che i tassi di insolvenza salgano e che si verifichi una nuovaondata di declassamenti, soprattutto tra le società statunitensi con rating BBB, che potrebbero rientrare in territorio High Yield (HY).A livello settoriale, l'energia sarà il settore più colpito tra emittenti HY statunitensi, dal momento che, i prezzi del petrolio stanno collassando. Nel complesso, vi è ancora spazio per un ampliamento degli spread, ma quando la polvere finalmente si adagia, vi sono opportunità per modelli di business solidi. Sarà determinante, per navigare in questa fase, la preferenza per le società con buoni fondamentali. Sui mercati azionari, questa fase ribassista potrebbe essere fuori dall’ordinario e probabilmente di estrema entità, ma non dovrebbe durare quanto quella del 2008-09. Manteniamo una visione costruttiva sull'ultima parte dell'anno, in previsione di una forte ripresa dei prezzi di mercato e di un miglioramento delle condizioni economiche.

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Ieri il Presidente USA Donald Trump ha dichiarato l’apertura al dialogo tra OPEC e la Russia per giungere a possibili tagli della produzione, alimentando ulteriormente il rimbalzo del petrolio che ha chiuso la giornata in rialzo del 21% poco sotto i 30 dollari al barile per il Brent. Molti operatori però sono dubbiosi in relazione alle dichiarazioni di Trump il quale ha citato possibili tagli alla produzione di 10/15 milioni di barili al giorno, quantità che sembra esagerata in relazione al fatto che un mese fa non si raggiunse l’accordo su una quantità assai più bassa di 1,5 milioni.